Il divieto da parte delle autorità svizzere di scalare la Parete Nord non bastò ad evitare altre vittime. 'http':'https';if(!d.getElementById(id)){js=d.createElement(s);js.id=id;js.src=p+'://platform.twitter.com/widgets.js';fjs.parentNode.insertBefore(js,fjs);}}(document, 'script', 'twitter-wjs'); Questo contenuto si è rivelato utile ? Il romanzo Il castigo dell'Eiger è una storia d'azione/thriller basata su una scalata dell'Eiger. La terza ipotesi si appoggia sull'antica ortografia Heiger, che potrebbe essersi sviluppata dall'espressione dialettale hej Ger, laddove hei vale il tedesco hoch (in it. 9 marzo 1970 - Prima discesa con gli sci di, 12 maggio 1983 - Prima discesa con gli sci di. Il divieto da parte delle autorità svizzere di scalare la Parete Nord non bastò ad evitare altre vittime. Longhi muore in parete, dopo vani tentativi di salvataggio dall'alto. La prima salita all parete nord dell’Eiger viene aperta nel 1938 da Heinrich Harrer , Fritz Kasparek e Wiggerl Vorg. Claudio Corti ricevette molte critiche, e vi fu chi arrivò ad accusarlo di avere ucciso i due alpinisti tedeschi per impossessarsi della loro tenda (quest'accusa fu completamente cancellata dal successivo ritrovamento dei corpi dei due alpinisti). La via normale si sviluppa sul versante occidentale. Nel frattempo, gli osservatori del rifugio della Kleine Scheidegg avevano seguito le vicende della cordata: la notizia si era diffusa e si era radunata una squadra di soccorso composta da volontari di diverse nazioni, tra cui Riccardo Cassin e Lionel Terray. [16][17], La prima ripetizione della via fu effettuata nel 1947 dai francesi Lionel Terray e Louis Lachenal, mentre la prima ripetizione in giornata (quindi senza bivacchi intermedi) fu effettuata nel 1950 dagli austriaci Leo Forstenlechner ed Erich Wascak, che impiegarono 18 ore a superare la parete. Le cordate si divisero solo sulla cresta sommitale, quando, grazie alle migliorate condizioni del tempo, Rébuffat decise di fermarsi ed attendere i suoi compagni, mentre i quattro austro-germanici procedevano verso la vetta. La validità dell'ascensione, contestata per dieci anni, viene infine riconosciuta nel 1964, Dieter Sohnel, Walter Moosmuller, Lothar Brandler, Klaus Buschmann, Sohnel e Moosmuller precipitano dalle rocce a sinistra della gessura difficile, rischiando di trascinare nella caduta la cordata che li segue. Il fatto di esserci riuscito in qualche modo ha cambiato anche la … Le prime vittime del "mostro" furono Karl Mehringer e Max Sedlemayer nel 1935, i due alpinisti raggiunsero la quota di 3300 metri ma furono costretti per il brutto tempo ad un bivacco, entrambi purtroppo morirono (la zona ora si chiama il Bivacco della Morte)Nel 1936 un'altra tragedia, forse la più scioccante della storia dell'Eiger, ovvero la morte di Toni Kurz. [5] Il 21 febbraio 2007 lo svizzero Ueli Steck infranse questo record, riuscendo a completare la salita della Via Heckmair in 3 ore e 54 minuti. L'ultima a resistere fu la parete nord dell'Eiger, scalata con successo solo nel 1938. E' sicuramente la cosa fondamentale, ma se vuoi ringraziarci ulteriormente puoi fare una donazione libera ! La ferrovia ha due stazioni intermedie in galleria all'interno dell'Eiger, la Eigerwand e la Eismeer, che rappresentano due punti panoramici rispettivamente sulla parete nord dell'Eiger e sul ghiacciaio di Grindelwald (Grindelwaldgletscher). Si trova nelle Alpi Bernesi, in prossimità delle località di Grindelwald e Wengen. Nel 1966 John Harlin, Dougal Haston e Layton Kor si cimentarono nell'impresa della scalata diretta della parete nord. Il 25 marzo di 50 anni fa, cinque alpinisti esausti compiono un’impresa mai riuscita a nessuno prima: scalare la mitica parete nord dell’Eiger seguendo la via più diretta. I corpi di Nothdurft e Mayer furono ritrovati nel 1961, alla base della parete ovest. Molti hanno pagato questo sogno con la vita. Pochi giorni dopo, l'altoatesino Reinhard Patscheider completò la salita in un tempo appena superiore (5 ore). La fama sinistra dell'Eiger è dovuta soprattutto alla sua celeberrima Parete Nord (la Nordwand), che per decenni negli anni '30 ha costituito un vero e proprio problema alpinistico che ha coinvolto decine di alpinisti europei. Saliinvetta non si assume nessuna responsabilita per eventuali incidenti verificatesi sugli itinerari da noi descritti -, Materiali testati e Recensione Guide e Libri di Montagna. [2] Il 14 luglio 1871 vi fu la prima salita della cresta sud-ovest, da parte di William Auguste Coolidge e Meta Brevoort, con le guide Christian Bohren, Christian Almer e Ulrich Almer. “Scalare correndo la parete nord dell’Eiger in due ore e quarantasette minuti non ha alcun senso. Questi ultimi potevano contare sugli allora nuovissimi ramponi a 12 punte, mentre Kasparek aveva dei ramponi classici a 10 punte (senza punte frontali), e Harrer aveva solo degli scarponi chiodati, senza ramponi. E il versante nord dell’Eiger cade perpendicolare per oltre 1600 m, attirando così da sempre i migliori scalatori del mondo. Nella stessa giornata hanno affrontato anche un Base jumping simile sulla Jungfrau.[39]. Per una volta non ho fame. I due erano quindi riusciti a raggiungere la vetta, a notte fonda, per poi morire durante la discesa, forse di sfinimento o travolti da una valanga. Due anni dopo nasce Kate. Nel 1935 Max Sedlmayr e Karl Mehringer di Monaco fecero il primo tentativo attraverso il muro centrale. Perse la vita il 13 agosto del 1995 a causa di una terribile tempesta di vento e di neve, mentre scendeva dalla vetta del K2. Agosto 1957. Nel luglio del 2006 una frana di oltre 500.000 metri cubi di roccia si è staccata dalla parete est. A causa del peggiorare delle condizioni del tempo, non fu però possibile salvare Stefano Longhi, che morì il giorno successivo; il suo corpo rimase sull'Eiger appeso alle corde per due anni, e fu recuperato solo nel 1959. Grazie ad una serie di corde, recuperate dai compagni, Kurz riuscì quasi a calarsi fino ai soccorritori, appostati nel cunicolo ferroviario posto proprio in centro alla parete nord. Si tratta di una vera e propria parete himalayana, una delle poche presenti nelle Alpi (tra le altre da citare è la Parete Est del Monte Rosa), con uno sviluppo verticale di oltre 1800 metri e perennemente nascosta ai raggi del sole, per questo motivo presenta ampie zone di neve perenne e ghiacciai ed è soggetta a numerose frane . I base jumper della Red Bull, Loïc Jean Albert, Julian Boulle e Ueli Gegenschatz, indossando una tuta alare, hanno affrontato il salto della parte nord dell'Eiger tutti e tre insieme per la prima volta, planando in caduta libera per ben 19 secondi, e atterrando con l'apertura del paracadute. In un atto di compravendita tra Ita von Wädiswyl ed il prevosto di Interlaken si parla di un fondo "ad montem qui nominatur Egere". Il recupero del compagno risultava molto complesso così la cordata decise di prendere tempo salendo alla cima per poi scendere e allertare i soccorsi. Quasi alla fine della discesa, il gruppo fu appunto travolto da una valanga: Angerer, Rainer ed Hinterstoisser morirono immediatamente, mentre Toni Kurz morì di sfinimento il giorno successivo, nonostante i tentativi di salvarlo da parte di un'apposita squadra di soccorso.[13]. Le due cordate decisero di unire le forze ed iniziarono ad attrezzare la parete con corde fisse. L'alpinista era completamente solo ed allo stremo delle forze, e solamente grazie ad un ferroviere del treno che da Kleine Scheidegg sale verso lo Jungfraujoch, si sono potuti attivare i soccorsi. • 1964: La scalatrice tedesca Daisy Voog è la prima donna a salire la parete nord dell'Eiger; ... L’atleta e studentessa statunitense è la prima donna a scalare una parete enorme in Sardegna. Il 16 novembre 2015 Ueli Steck si è ripreso il record, arrivando in vetta all'Eiger in 2 ore e 22 minuti, quindi soli 6 minuti in meno del precedente best time. Solamente nel luglio di quell'anno, precisamente il giorno 24 luglio, una cordata austro-tedesca composta da Andreas Heckmair, Ludwig Vörg, Fritz Kasparek e Heinrich Harrer riuscì a raggiungere la vetta dell'Eiger. Il 7 marzo 1992 la francese Catherine Destivelle realizzò la prima solitaria femminile, anche in invernale, impiegando circa 17 ore a salire la parete.[31]. I quattro si allenano sulle Alpi orientali per buona parte dell'anno precedente e dispongono di un ottimo equipaggiamento (22 kg a testa), che include 180 metri di corda di nylon per le doppie in caso di ritirata e speciali martelli da ghiaccio in luogo delle tradizionali piccozze a manico lungo. “Il pancione ancora non si vedeva neanche”. Anche se è più corta di altre più note, la via ha uno dei tiri più difficili di tutta la parete. In discesa il gruppo fu guidato da Harrer, che conosceva meglio la via normale avendola già percorsa alcune settimane prima; a causa della scarsa visibilità, però, sbagliò percorso più volte, e gli alpinisti dovettero anche risalire per un centinaio di metri per ritrovare la via corretta. L'Eiger è una montagna svizzera delle Alpi bernesi, alta 3967 m s.l.m., situata nella regione montuosa dell'Oberland, formando assieme a Mönch e Jungfrau una triade montuosa particolarmente nota nel mondo dell'alpinismo: famosa è infatti la sua parete nord, che ha costituito uno dei principali problemi alpinistici degli anni trenta[1]. La parete nord dell’Eiger è stata ed è, ancora oggi, per molti alpinisti, estasi e tormento insieme. [12], Nel 1936 vi fu un ulteriore tentativo, da parte di due cordate separate: i tedeschi Andreas Hinterstoisser e Toni Kurz, e gli austriaci Willy Angerer ed Edi Rainer. Il fatto di esserci riuscito in qualche modo ha cambiato anche la … Il nome compare per la prima volta in un documento del 1252 (si tratta della seconda più vecchia citazione ufficiale del nome di una montagna della Svizzera, dopo il Bietschhorn, citato in un documento del 1233). Tuttavia, la parete nord dell'Eiger era ancora considerata imbattuta, perché la via Lauper aggira la parte centrale del muro e corre sopra l'attuale parete nord. Un’ossessione, appunto. Il terzo giorno furono raggiunti da una cordata tedesca partita il giorno stesso, composta da Franz Mayer e Gunther Nothdurft; le due cordate decisero di unire le forze e salire insieme. Il primo ebbe luogo nel 1934, da parte degli alpinisti tedeschi Willy Beck, Kurt Löwinger e Georg Löwinger. LA STORIA DELL'EIGER: LA PARETE PIÙ SPAVENTOSA DELLE ALPI. Corti è tratto in salvo da, Hias Noichl, Lothar Brandler, Herbert Raditschnig, Scendono dal bivacco della morte il secondo giorno, con Noichl ferito, Considerata in origine la tredicesima salita, diventa la quindicesima dopo il riconoscimento dell'ascensione di Wyss e Gonda e il ritrovamento dei cadaveri di Nothdurft e Mayer, periti in discesa, dopo aver raggiunto la vetta, I due svizzeri, muratori entrambi, hanno molta fortuna e grande volontà. Nonostante tutto l'aura tetra dell'Eiger, che proietta da sempre la sua ombra sul piccolo paesino di Grindelwald, colpisce ancora oggi l'occhio dell'escursionista o del turista intento ad aspettare il treno nella piccola stazione di Kleine Scheidegg, diretto verso il balcone panoramico dello Jungfraujoch. La via normale segue l'itinerario percorso dei primi salitori nel 1858. Passarono gli anni e anche due alpinisti italiani, Valdagno Bortolo Sandri e Mario Menti, perirono sulla Nordwand nel 1938 nella zona bassa della parete. Tuttavia, l'ultimo nodo, più grosso degli altri, non riuscì a passare dentro al moschettone, fatto che determinò la morte di Toni Kurz, ormai stremato, appeso alla Nordwand, lì a pochi metri dai suoi soccorritori. Lo so, scalare la parete nord dell'Eiger in due ore e quarantasette minuti è una impresa che non cambia i destini del mondo. All'epoca si trattò del più importante sforzo internazionale in una scalata sulle Alpi.[22]. La cresta Mittellegi fu salita per la prima volta il 10 settembre 1921 da Fritz Amatter, Samuel Brawand, Yuko Maki e Fritz Steuri. L'ascensione è compiuta con attrezzatura rudimentale: Derungs indossa quattro camicie una sopra l'altra a protezione dal freddo, Albrecht porta con sé un vecchio cappotto che abbandona dopo il terzo bivacco. Il tempo di percorrenza è valutato in 6 ore per la salita e 3-4 ore per la discesa. Ueli Steck e il record sulla Nord dell'Eiger Ricordiamo la scomparsa di questo grande alpinista con il video della sua salita lampo dell'Eiger 03 maggio 2017 Un appassionato, un visionario: questo è Ueli Steck, la cui scomparsa ci riempie il cuore di tristezza. Per questa prima ascesa alla cima fu seguita la via più agevole, ovvero la parete occidentale dell’Eiger. Da segnalare anche due estreme discese con gli sci, la prima nel 1970 ad opera di Sylvain Saudan e nel 1983 con Toni Valeruz, lungo la via Lauper. La salita è stata eseguita sempre lungo la Via Heckmair, ma a differenza del suo record del 2008 questa volta anche Steck, come Arnold nel 2011, ha usufruito di corde fisse nel traverso Hinterstoisser. Peter gli chiese perché non salivano, ma erano stanchi. Questo record rimase imbattuto fino al 24 marzo 2003, quando Christoph Hainz riuscì a completare l'ascensione in appena 4 ore e 40 minuti. Tra queste pareti, le pareti nord dell'Eiger, del Cervino e delle Grandes Jorasses sono considerate le più difficili del gruppo e conquistare questa "trilogia" è un'ambizione degli alpinisti più preparati. In fase di salita anche Corti fu compito da una scarica di sassi e rimase ferito. Eliminare - oppure sanzionare per usare il gergo del Drago - uno degli scalatori impegnati nell’impresa: un tedesco zoppo, un ricco austriaco e un francese con la … L’obbiettivo? L'impresa fu estrema, il gruppo dovette affrontare diverse difficoltà ambientali e fu costretto a 3 giornidi bivacco in parete. Nuovo record per l'alpinista svizzero Ueli Steck: ha scalato la parete nord dell'Eiger in 2 ore, 22 minuti e 50 secondi, migliorando di 25 minuti il suo precedente primato che risale al 2008. 9 marzo 1992: La francese Catherine Destivelle è la prima donna a scalare la parete nord dell'Eiger in solitaria. Dalla vetta dell'Eiger si dipartono due creste secondarie: una scende in direzione ovest verso il colle della Kleine Scheidegg, l'altra digrada verso sud-ovest. Le tre cordate via via si unirono fino a formare una cordata unica, a lungo condotta da Buhl, fino all'ultimo giorno, quando, ormai sfinito, fu sostituito alla testa da Jöchler per il tratto terminale. Heckmair fu il primo a scalare la parete nord dell'Eiger nel 1938, insieme a Ludwig Vorg e a una cordata austriaca, formata da Fritz Kasparek e Heinrich Harrer. Il 20 luglio Heckmair e Vörg erano saliti alla cosiddetta "grotta del bivacco", nella parte bassa della parete, dove il 21 mattina furono raggiunti prima da Kasparek e Harrer, poi da una seconda cordata, composta dai viennesi Freissl e Brankowski. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 26 lug 2020 alle 20:07. I due gruppi proseguirono di conserva, pur rimanendo due cordate separate, con i tedeschi in testa. Molto insolito. L'impresa fu portata a termine ugualmente in condizione disperate e dopo un mese di sforzi nel marzo del '66. La stazione di partenza alla Kleine Scheidegg offre un'ottima visuale della parete nord dell'Eiger, e permette quindi di seguire (con l'ausilio di cannocchiali e binocoli) le cordate che ne tentano la salita. Si sviluppa sul versante e sulla cresta occidentali, per un dislivello di 1650 m. Il grado di difficoltà è valutato in AD, con passaggi su roccia fino al III-, e diversi passaggi su ghiaccio. John Harlin, un alpinista americano, è morto nell’inverno del 1966 proprio da quella parete mentre cercava di … 29-30 agosto 2008 - Prima salita in libera di Ueli Steck e Stephan Siegrist. Per me, però, assume un valore molto importante. Nel 1935 la salita fu tentata da un'altra cordata tedesca, composta da Karl Mehringer e Max Sedlmeyer. La montagna è attraversata dal tunnel della ferrovia Jungfraubahn, che unisce la Kleine Scheidegg allo Jungfraujoch. La parete nord dell'Eiger rappresentò a lungo un problema alpinistico insolubile. [28], Tra il 27 ed il 31 dicembre 1963 venne compiuta la prima discesa della parete nord (in precedenza, i salitori scendevano per la via normale), ad opera di tre guide svizzere, che nel corso dell'operazione recuperarono i corpi degli alpinisti spagnoli Ernesto Navarro e Alberto Rabadá, morti sul Ragno bianco il 15 agosto precedente. Che privilegio scalare la mia prima via sulla parete nord dell’Eiger con qualcuno che ci ha passato così tanto tempo da poterlo praticamente chiamare la sua casa! La prima si rifà al nome altotedesco Agiger o Aiger, che si immagina essere stato il nome del primo colono ai piedi del monte. Kasparek e Harrer proseguirono fino al "secondo nevaio", dove si fermarono e bivaccarono, ritenendo il nevaio troppo pericoloso da attraversare a quell'ora. Tutte le facce della montagna sono assai scoscese. Pur creando molto scompiglio ed una comprensibile preoccupazione, la frana non ha provocato danni a persone. Lo so, scalare la parete nord dell'Eiger in due ore e quarantasette minuti è una impresa che non cambia i destini del mondo. Poco più avanti però Fraissl fu colpito alla testa da una pietra, ed i due viennesi decisero di scendere. Incontratesi in parete, le due cordate decisero di unire le forze nel tentativo. Il 10 agosto, ottavo giorno di permanenza degli italiani sulla parete, Longhi si ritrovò con le mani congelate e scivolò nei pressi del Ragno bianco, restando bloccato su una cengia molto esposta. Il fatto di esserci riuscito in qualche modo ha cambiato anche la … Aveva percorso la via, sapeva di poterlo fare, le condizioni erano buone e aveva un compagno di arrampicata. Nel 1975 Clint Eastwood diresse il film Assassinio sull'Eiger, tratto dal romanzo, con lui stesso come protagonista insieme a George Kennedy. Al quarto giorno di salita, a causa delle cattive condizioni di Angerer e del peggiorare del tempo, il gruppo decise di ritirarsi; non riuscendo però ad effettuare a ritroso la traversata Hinterstoisser, dovettero scendere per la via più diretta, molto esposta a valanghe e scariche. Durante la giornata il tempo peggiorò, e gli alpinisti furono investiti da una tempesta che durò per il resto del giorno. Durante il tentativo furono raggiunti da una cordata tedesca che attaccava all'incirca la stessa linea degli americani con tecnica himalayana. La tragica storia di Toni Kurz è stata anche ripresa da Philipp Stolzl nel film del 2008 "The North Face". I primi scalatori impiegarono 3 giorni a salire la parete nord, ma già nel 1950 Leo Forstenlechner ed Erich Wascak riuscirono a completare l'ascensione in giornata, impiegando circa 18 ore; lo stesso tempo verrà impiegato da Michel Darbellay nel 1963 per salire la parete in solitaria. Volevo essere veloce, volevo raggiungere un obiettivo che era solo mio. Nel 1932, la cosiddetta Via Lauper è riuscita in questo modo alla vetta. Tre cordate, partite in tempi diversi, si unirono durante il percorso: una austriaca, formata da Hermann Buhl e Sepp Jöchler; una tedesca, formata dai fratelli Sepp ed Otto Maag, partiti quasi senza materiale nella speranza di concludere la salita in giornata; ed una francese, formata da Gaston Rébuffat, Paul Habran, Jean Bruneau, Pierre Leroux e Guido Magnone. 28-31 agosto 2009 - Prima salita in libera di Robert Jasper e Roger Schäli, 1800 m 8a, M5. A quel punto Brandler e Buschmann tornano indietro, I due tedeschi, completata l'ascensione, muoiono per sfinimento durante la discesa sul versante occidentale. Giunti alla "rampa", i due gruppi si alternarono alla guida, e si fermarono a bivaccare a metà della "rampa". Temendo un peggioramento del tempo, Heckmair e Vörg decisero di scendere, mentre gli altri quattro procedettero insieme per un tratto. In questa sezione sono descritte alcune delle vie alpinistiche sull'Eiger. Tom e la sorella Kate sin da piccoli sono stati coinvolti nella passione per l’alpinismo ereditato dalla madre, che aveva scalato la parete Nord dell’Eiger proprio mentre era incinta di Tom. Tutti i diritti riservati. Gli alpinisti incontrarono condizioni meteorologiche pessime, con la parete inoltre resa quasi impraticabile dalle incrostazioni di ghiaccio e dalla neve che si depositava di continuo. [26], Nel 1961 fu realizzata la prima salita invernale della parete nord: i salitori furono Toni Kinshofer, Anderl Mannhardt, Walter Almberger e Toni Hiebeler. Gli alpinisti lecchesi Claudio Corti e Stefano Longhi effettuarono un tentativo alla nord dell'Eiger. Si tratta di una ferrovia a scartamento ridotto con alimentazione a corrente trifase, attiva dal 1898. La mattina del 24 luglio le condizioni del tempo erano ancora avverse. Noi salimmo molto veloci e in mattinata ne raggiungemmo una di austriaci che erano su da tre giorni. [4], Sempre nel 1963, Walter Bonatti effettuò un tentativo in solitaria; partito il 31 luglio, giunse in giornata sopra al secondo nevaio, ma fu investito da una frana in seguito alla quale riportò la frattura di una costola. [26], Il giorno seguente, 2 agosto, la guida Michel Darbellay partì per il suo tentativo di salita in solitaria, che portò a termine il giorno seguente, dopo un bivacco poco sotto il pendio sommitale, impiegando in tutto circa 18 ore di arrampicata effettiva.[4]. 1962: la prima italiana sulla Nord dell'Eiger, Le grandi pareti Nord. Dai tre giorni impiegati dai primi salitori si è arrivati a 3 ore e 54 minuti del grandissimo Ueli Steck (conosciuto come Swiss Machine, purtroppo deceduto nell'Aprile del 2017 in Nepal), il record è stato ulteriormente abbassato dallo svizzero Dani Arnold il 20 aprile 2011 salendo in 2 ore e 28 minuti , infine nel 2015 lo stesso Ueli Steck ha riabbassato il suo record a 2 ore e 22 minuti. [25] Successivamente al rinvenimento dei corpi dei due tedeschi sul versante occidentale, in un'edizione riveduta del suo libro pubblicata per la prima volta nel 1964 Harrer rettificò in parte le sue precedenti dichiarazioni, sollevando Corti da ogni responsabilità per la sorte dei due tedeschi, ma continuando a sostenere la scarsa preparazione e l'inidoneità di Corti al tentativo del 1957. La seconda ipotesi si rifa al latino acer, mediato dal francese aigu nel senso di "acuto, appuntito", rifacendosi alla forma della montagna. Per me, però, assume un valore molto importante. I due Italiani si erano uniti ad una cordata tedesca con l'intento di raggiungere tutti insieme la vetta, purtroppo a causa del sopraggiungere del maltempo furono costretti a 8 giorni di bivacchi in parete, durante i quali Longhi si ritrovò con le mani congelate cadendo poi successivamente su una cengia molto esposta. I suoi compagni, non riuscendo a farlo risalire e convinti di poter raggiungere la cima in giornata, per poi scendere e attivare i soccorsi, dovettero lasciarlo lì, con viveri e attrezzatura da bivacco. Osservando l'Eiger da Grindelwald, da Wengen, o dalla stazione ferroviaria di Kleine Scheidegg, esattamente ai suoi piedi, l'impressione che si ha è esattamente quella di un gigante oscuro. Traduzioni in contesto per "la parete nord dell'Eiger" in italiano-inglese da Reverso Context: Qui avevo scalato la parete nord dell'Eiger. Copyright © 2020 Saliinvetta. La parte nord misura 1600 m di dislivello circa, quasi completamente verticali, mentre il dislivello a partire dalla base erbosa raggiunge i 2300 m circa di prominenza. Tutti i diritti riservati.Saliinvetta non si assume nessuna responsabilita per eventuali incidenti verificatesi sugli itinerari da noi descritti - cookie. Racconta Messner: “Fino ad allora le cordate avevano sempre impiegato più di 20 ore per scalare la parete Nord. Di nuovo legati in una cordata unica, i quattro ripartirono, sempre con Heckmair alla testa, seguito da Vörg, quindi da Harrer che poteva così aiutare l'infortunato Kasparek. Nel 1962, a ventiquattro anni dalla prima salita compiuta da Harrer e Heckmaier, nessun italiano era ancora arrivato in vetta all'Eiger dalla parete Nord, la terribile Nordwand. Queste sono solo alcune delle tragedie registratesi sulla Nordwand fino alla metà del secolo scorso, quando poi l'evolversi della tecnica alpinistica e dei materiali permise agli alpinisti di superare l'ostacolo con sempre minore difficoltà e maggiore sicurezza, tanto che dalla "lotta contro la morte" si è poi passati alla "lotta contro il tempo", cercando di effettuare la salita in tempi più rapidi possibili. Restano bloccati in parete i due italiani. Arrivammo in cima verso le 13. Il quadro che ne trae Harrer denota un'estrema inaffidabilità delle dichiarazioni di Corti; l'autore si spinge anche a sollevare parecchi sospetti sul comportamento del superstite, in particolare sulla sorte dei due compagni tedeschi, e solleva parecchi dubbi sul grado di preparazione di Corti. Brewster precipita dalle rocce sopra il secondo nevaio e muore per le ferite riportate. Vi fu anche un tentativo italiano, da parte degli alpinisti di Valdagno Bortolo Sandri e Mario Menti; partiti il 21 giugno, i due morirono cadendo in prossimità della "fessura difficile", nella parte bassa della parete. Ha guidato la spedizione cui si deve la prima ascesa della parete sud dell’Annapurna e quella che ha realizzato la prima salita alla parete sud-ovest dell’Everest, quando Doug Scott e Dougal Haston furono i primi inglesi a raggiungerne la cima. È stato il primo climber inglese a scalare la parete nord dell’Eiger. Dal 15 luglio al 15 agosto 1969, una cordata di giapponesi apre la sua linea direttissima alla parete nord, a destra della Harlin. Nel 1932 Hans Lauper ed Alfred Zücher aprirono la via Lauper sul versante nord-orientale. Sempre in quell'anno un gruppo di alpinisti lecchesi capeggiati dal grande Riccardo Cassin, cercarono di effettuare la salita, ritirandosi però a causa del meteo. La prima salita femminile (e cinquantesima assoluta) fu effettuata nel 1964 dall'alpinista tedesca Daisy Voog. Il divieto da parte delle autorità svizzere di scalare la Parete Nord non bastò ad evitare altre vittime. Il primo a scalare la vetta fu l’irlandese Charles Barrington, insieme alla sua squadra, l’11 agosto del 1858. A vicenda suscitò moltissime polemiche e Corti finì sotto accusa per diversi anni.